ANTICHI POPOLI ha inserito le Didattiche sul ciclo della Lavorazione della Lana tra le ricostruzioni storiche di living history.

Subito ci è sorta una domanda: ma anticamente davvero si cardava con i cardi?

Etimologia di CARDARE: ← da cardo (dei lanaioli), pianta con infiorescenze uncinate usate per cardare la lana.(Garzanti)
Il temine CARDARE è associato nel vocabolario della Crusca a termini greci quali:
στροβεύς:  agitare in giro, fare girare ( chi non pensa alle luci strobo?)
κτενισμός:  pettinare, pettine, dita, rastrello
δίψακος: assetato

Vediamo innanzitutto in cosa consiste la Cardatura?
Può significare 2 azioni diverse, come si evince dal dizionario:

  1. CARDARE: pettinare, districare le fibre tessili e ripulirle da ogni impurità mediante cardi o scardassi, nella lavorazione manuale, e mediante carde nella lavorazione meccanica, in modo da renderle soffici e pronte per la filatura. Altra definizione di cardare è garzare.
  2. CARDARE: cavar fuori il pelo ai panni col cardo naturale o con uno strumento in ferro che ne fa le veci (Scardasso). Tale procedura rende il panno più compatto, impermeabile e caldo poiché nasconde l’intreccio di trama e ordito e dona alla superficie aspetto peloso e vellutato.

Tralasciando la lavorazione meccanica, che non fa parte della nostra indagine, constatiamo che Cardo o Scardasso sono strumenti accomunati dalla stessa finalità, mentre la seconda definizione ci fa dedurre che lo Scardasso sia lo strumento artificiale, costituito da un pettine in ferro, mentre il Cardo è costituito da cardi naturali.

Vediamo dunque cosa sono i cardi:
Il nome stesso della pianta del Cardo pare indicare che le sue infiorescenze spinose servissero a cardare, ma è davvero così?
Il cardo dei lanaioli (Dipsacus fullonum ) è una sottospecie del comune cardo selvatico (Dipsacus sylvestris ). Le specie si distinguono per alcune caratteristiche: il cardo dei lanaioli ha fiori bianchi e le infiorescenze più piene e molto più dure con spine ( bratee) uncinate, mentre il cardo selvatico ha fiori lilla pallido e bratee dritte. Le spine dritte delle specie selvatiche sono inutili per lavorare i filati in quanto sono troppo morbide. Se si carda la fibra di lana da filare con i cardi il cardo si rompe dopo poco e la lana si sporca ulteriormente con i residui del cardo stesso.

Non abbiamo trovato iconografie di etruschi o di celti intenti a cardare lana da filare con le infiorescenze del dipsacus, e nemmeno rappresentazioni medievali. Molti studiosi presumono che in antichità la lana da filare fosse cardata con i medesimi strumenti utilizzati per la lavorazione del lino, come ad es. la tavola di Lattringen, Svizzera, risalente al neolitico, in cui sembravano essere inserite delle spine di Prugnolo.

Tavola di Lattringen, Svizzera- Frammento originale e ricostruzione

Tavola di Lattringen, Svizzera- Frammento originale e ricostruzione

Spazzola romana in quercia e prugnolo da Tasgetium (Eschenz, Svizzera). Foto Daniel Steiner

Spazzola romana in quercia e prugnolo da Tasgetium (Eschenz, Svizzera). Foto Daniel Steiner

Dettaglio Spazzola romana da Tasgetium (Eschenz, Svizzera). Visibili spine di prugnolo insirite a gruppi di 3 per foro. Foto Daniel Steiner

Dettaglio Spazzola romana da Tasgetium (Eschenz, Svizzera). Visibili spine di prugnolo insirite a gruppi di 3 per foro. Foto Daniel Steiner

Simili tavole sono state rinvenute per il tardo periodo La Tène, a Liptovska Mara, Slovakia, e Hallstatt Dammwiese, Austria. In questo ultimo le spine di Prugnolo erano ancora inserite nella tavola.Queste genere di tavole servivano per pettinare il lino, ma presumibilmente venivano anche utilizzate per cardare la lana in vista della filatura: sono infatti funzionalmente assai simili a strumenti per cardare rilevati etnograficamente.

Tavola. reperto da Liptovska Mara, Slovakia

Tavola. reperto da Liptovska Mara, Slovakia

Tavola per la lavorazione del lino o cardatura della lana. Reperto da Hallstatt-Dammwiese ( Museum of Natural History Vienna)

Tavola per la lavorazione del lino o cardatura della lana. Reperto da Hallstatt-Dammwiese ( Museum of Natural History Vienna)

Tavola di Hallstatt Dammwiese. Ricostruzione di Wofgang Lobisser

Tavola di Hallstatt Dammwiese. Ricostruzione di Wofgang Lobisser

1 Pompei. cardatore; 2 Pettine Romano per cardare. Reperto da Magdalensberg, Austria

1 Pompei. cardatore; 2 Pettine Romano per cardare. Reperto da Magdalensberg, Austria

Troviamo immagini di strumenti simili con piccoli aghi in ferro In epoca romana, come a Pompei, e ad Avenches, Svizzera, dove un pettine con denti in ferro è stato ritrovato assieme a una coppa  del I-II sec d.c. che mostra un uomo che carda la lana.

In molta parte dell’iconografia medievale sono chiaramente visibili strumenti in ferro funzionalmente simili a quelli romani ma di forma diversa.

Essi sono rappresentati in due fogge ricorrenti: tavole con piccoli aghi ritorti, o pettini con grandi chiodi in ferro ( simili a piccoli rastrelli), che pare venissero riscaldati.

Cardatura. The Smithfield Decretals (Brit. Lib. Royal 10 E IV), c. 1300-1340_ F137V

Cardatura. The Smithfield Decretals (Brit. Lib. Royal 10 E IV), c. 1300-1340_ F137V

Cardatura.The Smithfield Decretals (Brit. Lib. Royal 10 E IV), c. 1300-1340_ F140V

Cardatura.The Smithfield Decretals (Brit. Lib. Royal 10 E IV), c. 1300-1340_ F140V

Scardassi. The Smithfield Decretals (Brit. Lib. Royal 10 E IV), c. 1300-1340_ F139V

Scardassi. The Smithfield Decretals (Brit. Lib. Royal 10 E IV), c. 1300-1340_ F139V

Cardatura.The Smithfield Decretals (Brit. Lib. Royal 10 E IV), c. 1300-1340_ F141V

Cardatura.The Smithfield Decretals (Brit. Lib. Royal 10 E IV), c. 1300-1340_ F141V

Cardatura e filatura. The Smithfield Decretals (Brit. Lib. Royal 10 E IV), c. 1300-1340_ F147R

Cardatura e filatura. The Smithfield Decretals (Brit. Lib. Royal 10 E IV), c. 1300-1340_ F147R

Costruzione di Scardassi. Hanns Bär d. 1526, The Landauer Hausbuch.Amb. 279.2° Folio 16 verso (Landauer I)

Costruzione di Scardassi. Hanns Bär d. 1526, The Landauer Hausbuch.Amb. 279.2° Folio 16 verso (Landauer I)

Pettine da cardatura. 16th century. Museum of London

Pettine da cardatura. 16th century. Museum of London

Cardatura e filatura. The Luttrell Psalter (Brit. Lib. Add. 42130, fol. 193r), c. 1325-1340_F193R

Cardatura e filatura. The Luttrell Psalter (Brit. Lib. Add. 42130, fol. 193r), c. 1325-1340_F193R

Ad es: nell’immagine sotto si nota un pettine in ferro messo a scaldare sulla brace posta ai piedi del cardatore.

Cardatore di lana. Mendel Hausbuch_c. 1425Amb. 317.2° Folio 28 verso (Mendel I)

Cardatore di lana. Mendel Hausbuch_c. 1425Amb. 317.2° Folio 28 verso (Mendel I)

Allora per cosa erano usati i cardi vegetali? Probabilmente i cardi vegetali erano usati per cavar fuori il pelo al panno per rendere il panno più compatto, impermeabile e caldo, e di aspetto più vellutato!!! (Ricordate la seconda definizione del dizionario?)

Dettaglio del fregio erotico con scena di un laboratorio di stoffa nella Casa di Vettier, Regio VI 15, 1.27 (Oecus q) a Pompei.Foto da Ranieri Panetta 2004

Dettaglio del fregio erotico con scena di un laboratorio di stoffa nella Casa di Vettier, Regio VI 15, 1.27 (Oecus q) a Pompei.Foto da Ranieri Panetta 2004

In epoca romana tale operazione era svolta con uno strumento simile ad una spazzola con aghi, come mostrato su un dipinto murale romano di Pompei, oppure si sollevavano le fibre dei fili di un tessuto anche con una tavola coperta di pelle di riccio. [ Karina Grömer- The Art of Prehistoric Textile Making]. Pare che anche le tavole precedentemente presentate (con le spine di Prugnolo) servissero a questo stesso scopo. La fibra così sollevata veniva poi pareggiata con le cesoie fino a renderla uniforme.

Mendel Hausbuch_f. 6v_c. 1425 Peter Berber_Carder

Cardatore che solleva il pelo del tessuto con croce del cardatore. Mendel Hausbuch_f. 6v_c. 1425 Peter Berber_Carder

Siamo invece del tutto certi dell’uso medioevale del cardo vegetale per l’ultima fase di finissaggio del panno lana: la garzatura, operazione che consiste nel sollevare le fibre dei fili di un tessuto. Con una superficie ruvida, i capi e i plaid diventano più caldi e soffici.

Questa è una procedura ancora oggi usata nei lanifici più raffinati, anche se oggi è meccanizzata, con suebi ( rulli) su cui sono applicate vari cardi ( guernissaggio).

L’operazione di garzatura in epoca medievale era effettuata con la croce del cardatore, un attrezzo rappresentato con piccole varianti.

Mendel Hausbuch_f. 166v_c. 1545 Jacob Schpensetzer

Croci del cardatore in fase di costruzione. Mendel Hausbuch_f. 166v_c. 1545 Jacob Schpensetzer

Una fonte iconografica molto interessante a tal proposito è la Mendel Hausbuch_f. 166v_c. 1545 Jacob Schpensetzer, che mostra le Croci del cardatore in fase di costruzione. In questa immagine si nota chiaramente come è fatta: due stecche orizzontali in legno in cui sono inseriti cardi con lunghezza uniforme del gambo.

Croce del cardatore.Lavenham_Suffolk_Teasel_National Trust Inventory Number 117317.14

Teasel, Lavenham Suffolk. National Trust Inventory Number 117317.14

Una variante è quella del reperto del National Trust colletion di Lavenham,Suffolk,UK che è formato da un’unica stecca su cui sono inseriti cardi con gambo di lunghezza alternata, fissati con un cordino.

Garzi work in progress

Garzi in fase di costruzione

Abbiamo provato a ricostruire una croce del cardatore sulla scorta proprio del reperto esposto al National Trust collection di Lavenham, Suffolk, UK. I cardi sono stati raccolti in estate in campi selvatici e messi a seccare; successivamente i gambi sono stati privati delle spine e tagliati a misura alternata. I gambi tagliati sono poi stati incastrati nei supporti lignei appositamente preparati e legati sul supporto. In attesa di venirci a trovare e vedere le nostre didattiche potete qui vedere una garzatura manuale moderna: