Quando ci siamo tuffati nell’avventura di ricostruire gli aspetti civili e militari del Popolo Etrusco ci siamo un po’ intimoriti davanti al compito che ci aspettava: rappresentare un popolo così importante per la storia italiana. Perciò, al momento di scegliere la decorazione per il nostro primo aspis, abbiamo pensato a simboli benauguranti, che allontanassero la sfortuna, ma che potessero anche intimorire il nemico, dando allo scudo una valenza aggressiva. Ci siamo pertanto rivolti ai simboli apotropaici (dal greco αποτρωπαω, allontanare): uno dei simboli maggiormente utilizzati erano gli occhi apotropaici.

Cratere corinzio del 580 a.C. circa conservato all’Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig di Basilea. N. inv. BS 451. ©Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig, Foto Andreas F. Voegelin

Cratere corinzio del 580 a.C. circa conservato all’Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig di Basilea. N. inv. BS 451. ©Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig, Foto Andreas F. Voegelin

Spesso rappresentati nelle coppe gli occhi si trovano anche sugli scudi come simbolo di protezione dalla morte e dagli attacchi del nemico. Un altro simbolo frequente era Il Gorgoneion: la testa della Gorgone Medusa che aveva per denti zanne di cinghiale e serpenti per capelli e pietrificava con lo sguardo chi la guardasse negli occhi (L’etimologia stessa deriverebbe da γοργώ/ών, “truce, fiero, terribile”). La Medusa è per gli Etruschi uno dei simboli apotropaici più importanti e più frequenti: rappresentando il terrore che rende inermi, pietrificati si trova raffigurata su moltissimi i vasi, sugli scudi dei guerrieri come maschera contro gli influssi maligni.
Mentre studiavamo queste simbologie ci siamo imbattuti in molte raffigurazioni di aspis decorati ma una in particolare ha colpito la nostra attenzione: un aspis con una decorazione che è un insieme di questi simboli: un gorgoneion ad occhioni.

Dettaglio di un cratere corinzio del 580 a.C. circa conservato all’Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig di Basilea. N. inv. BS 451. ©Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig, Foto Andreas F. Voegelin

Dettaglio del cratere dell’Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig di Basilea. ©Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig, Foto Andreas F. Voegelin

La fonte è un cratere corinzio a colonnette di origine sconosciuta, appartenente ad una vecchia collezione svizzera, esposto dal 1966 all’Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig, Basilea, Svizzera. Un ringraziamento  particolare va al Dott. Esaù Dozio dell’Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig di Basilea che ci ha fornito le foto per realizzare la decorazione e la possibilità di pubblicarle in questo articolo con le foto di Andreas F. Voegelin.
La parte lignea dello Scudo è stata acquistata da Res Bellica, con propax e antilabè già applicati. Il gorgoneion è stato abilmente riprodotto sull’aspis da Aurora Berni e fa adesso la sua bella mostra imbracciato dai nostri Opliti.