ANTICHI POPOLI ha inserito la Didattiche sui Giochi Antichi tra le ricostruzioni storiche di living history.

Simposiasta, su una kline impegnato a giocare al kottabos – Prodotto ad Atene dal pittore Douris - 500-450 a.C. - Da Chiusi

Simposiasta, su una kline impegnato a giocare al kottabos – Prodotto ad Atene dal pittore Douris – 500-450 a.C. – Da Chiusi

Un gioco molto praticato in ambito conviviale dagli Etruschi viene spesso rappresentato sul vasellame era il Kottabos. Ce ne parla Ateneo di Naucrati nei “Deipnosofisti a banchetto”: il gioco nacque in Sicilia e si diffuse in tutto il mondo classico, restando di moda fino al terzo secolo a.C.

Del gioco c’erano 2 versioni: Kottabos Kataktòs e Kottabos  en  lekanè.

Kottabos en lekanè: probabilmente è la forma di gioco meno diffusa, perché scarsamente rappresentata sul vasellame antico. Il gioco consisteva nell’affondare delle navicelle che galleggiavano in un bacile (lekanè) pieno di acqua posto in mezzo ai convitati (come una specie di battaglia navale) colpendole con le ultime gocce di vino rimaste sulla coppa.

Sistemazione del Plastinx, Comeana (PO)

Sistemazione del Plastinx, Comeana (PO)

Sistemazione del Plastinx- Cratere a campana apulo a figure rosse – IV secolo a.C. – Provenienza ignota – Museo Civico Archeologico di Bologna

Sistemazione del Plastinx- Cratere a campana apulo a figure rosse – IV secolo a.C. – Provenienza ignota – Museo Civico Archeologico di Bologna

Nel Kottabos Kataktòs lo scopo del gioco era colpire con le ultime gocce di vino rimaste sulla coppa ( kylix) un bersaglio ( Plastinx) sistemato in precario equilibrio in cima ad un’alta asta facendolo precipitare su una padellina (manhes) posta a  metà asta facendo  un enorme frastuono.

Come si giocava: si infilava  una o due dita nell’ansia nella coppa e poi, con un rapido piegamento del polso, si scagliavano i residui di vino che restavano nella kylix verso un bersaglio attraverso la stanza.

Gioco del Kottabos, Comeana (PO)

Gioco del Kottabos, Comeana (PO)

In entrambi i giochi al vincitore aspettavo un premio: Una mela, dei dolci, una coppa, un bacio della persona amata, a cui si era dedicato il lancio.

Il gioco si basava dunque sulla rottura dell’equilibrio del bersaglio a simboleggiare il vacillare e cedere della persona amata di fronte alle lusinghe del corteggiatore: non è un caso che ogni lancio fosse dedicato al’amata/o.

Particolare della Ricostruzione del Kottabos, Ipogeo dei Volumni, Ponte San Giovanni (PG)

Particolare della Ricostruzione del Kottabos, Ipogeo dei Volumni, Ponte San Giovanni (PG)

Reperto: Kottabos, Ipogeo dei Volumni, Ponte San Giovanni (PG)

Reperto: Kottabos, Ipogeo dei Volumni, Ponte San Giovanni (PG)

Quello che noi abbiamo ricostruito è il Kottabos Kataktòs ritrovato nel Ipogeo dei Volumni, a Ponte San Giovanni, vicino Perugia relativo al seconda metà del II secolo a.C.. Lo abbiamo scelto perché è uno dei meglio conservati, e uno dei più grandi.  La realizzazione è frutto di Lorenzo Leonelli.

ANTICHI POPOLI included the Didactics on Ancient Games among the historical reconstructions of living history.  The Kottabos was a game Etruscans widely practiced in convivial environment and often represented on  pottery. Athenaeus of Naucrati wrote about it in the “Banquet Deipnosophists“: the game was born in Sicily and spread throughout the classical world, remaining in fashion until the third century BC. There were 2 versions of the game: Kottabos Kataktòs and Kottabos en lekanè.

Kottabos en lekanè: probably the less common form of game, because it is scarcely represented on ancient pottery. The game consisted in sinking the ships floating in a basin (lekanè) full of water placed among the guests (like a kind of naval battle) by hitting them with the last drops of wine left on the cup.

In Kottabos Kataktòs the aim of the game was to hit a target (Plastinx) placed in precarious balance on top of a high shaft with the last drops of wine left on the cup (kylix), making it fall onto a pan (manhes) placed in the middle of the shaft., making a huge din. How to play: One or two fingers or two anxiously slipped into the cup and then, with a quick bending of the wrist, the leftover wine residue in the kylix was thrown at a target across the room.

In both games the winner won a prize: An apple, sweets, a cup, a kiss from the loved one, to whom the launch was dedicated. The game was therefore based on the breaking of the target’s balance to symbolize the wavering and yielding of the loved one in the face of the flattery of the suitor: it is no coincidence that each throw was dedicated to the beloved. What we have reconstructed is the Kottabos Kataktòs found in the Hypogeum of the Volumni, in Ponte San Giovanni, near Perugia relating to the second half of the 2nd century BC. We chose it because it is one of the best preserved, and one of the largest. The realization is the result of Lorenzo Leonelli.